Per mesi, nel pieno dell'emergenza coronavirus, l'espressione “distanziamento sociale” è risuonata sui media, negli annunci del governo e sui social network, ma a causa del lockdown è rimasta per la maggior parte degli italiani, sostanzialmente, un'istanza teorica: è con la Fase 2 – e soprattutto con ciò che aspetta il settore produttivo nei prossimi mesi – che diventa necessario declinare sul piano pratico il concetto e comprendere quali strumenti occorrono per assicurare il distanziamento sociale in azienda e negli altri luoghi di lavoro. Lo smart working, infatti, ha permesso a molte imprese di continuare a funzionare anche nel momento più critico della pandemia, ma nella stragrande maggioranza dei casi ha rappresentato un compromesso che ha comunque eroso parte del valore esprimibile dalle comunità di business che operano davvero a pieno regime solo quando condividono spazi e strumenti fisici, oltre che digitali.

Se in alcuni ambienti la possibilità di seguire l'impianto organizzativo basato sull'assegnazione di postazioni personali aiuterà le HR a creare barriere fisiche (come per esempio divisori in vetro o plexiglass e percorsi guidati per gli spostamenti) oltre che specifici protocolli da seguire, all'interno di strutture per propria natura più fluide risulterà impossibile impostare regole troppo rigide per i dipendenti e tanto meno istituire in tempi rapidi procedure che ne controllino la condotta in modo efficace.

 

Il digital contact tracing al servizio del distanziamento sociale

La risposta a questa nuova sfida arriva, ancora una volta, dal mondo dell'innovazione digitale e, in particolare, dall'analisi dei big data applicata al concetto di contact tracing. In generale, nell'ambito dell'healthcare pubblico e privato, il contact tracing è un approccio alla gestione delle emergenze sanitarie che si basa sull'individuazione delle persone che potrebbero essere venute a contatto con un soggetto infetto e sulla successiva raccolta di ulteriori dati relativi a ulteriori relazioni e attività intercorse. L'interpolazione delle informazioni a disposizione consente di interrompere la catena di trasmissione in corso riducendone la diffusione, oltre ad avvisare chi è venuto a contatto con un possibile infetto. La strategia è stata utilizzata negli ultimi mesi da Paesi extra europei come la Cina e la Corea del Sud, i quali hanno messo a disposizione delle rispettive popolazioni una mobile app che ha permesso di tracciare i contagiati da coronavirus. 

Lo stesso approccio può essere declinato sulle esigenze di una realtà aziendale, a patto che si rispetti la privacy di dipendenti e collaboratori, ottemperando ai dettami del GDPR che – lo ricordiamo – resta pienamente in vigore anche in una situazione delicata come quella che stiamo affrontando.

 

IamOK, la piattaforma di contact tracing per affrontare la Fase 2 in tutta sicurezza

È contemperando queste due priorità – il rispetto della salute dei propri dipendenti, collaboratori e visitatori attraverso la gestione di articolati processi di controllo che possono variare nel tempo, e la massima attenzione al rispetto dei dati personali – che Integris propone la piattaforma IamOK. Si tratta di una soluzione di contact tracing che permette di adeguare ai nuovi protocolli le regole di distanziamento sociale in modo veloce ed efficiente, con la possibilità di integrare in qualsiasi momento misure di sicurezza aggiuntive e di gestire con tempestività eventuali cambiamenti repentini delle normative. IamOK è stata disegnata e realizzata col preciso intento di aiutare i responsabili aziendali a concentrarsi sulla definizione di policy rapide da applicare, chiare da comprendere e semplici da controllare, il tutto salvaguardando la privacy di ciascun individuo.

Implementando la versione Corporate di IamOK, le imprese sono quindi in grado di identificare i device che hanno installato la mobile app attraverso un id digitale anonimo, accedendo a funzionalità di profilazione per la gestione della sicurezza che vengono visualizzate su una dashboard intuitiva. L’interfaccia di amministrazione e configurazione permette inoltre di personalizzare l’applicazione secondo le proprie esigenze: si possono attivare strumenti ad hoc, settare regole di sincronizzazione, controllare l'aggiornamento della modulistica in risposta ai cambiamenti normativi, agire sull'impostazione delle privacy policy e gestire i meccanismi di profilazione. Tutto ciò che serve, insomma, per affrontare la Fase 2 coniugando produttività e sicurezza.

Grazie all’utilizzo di semplici beacon, l’applicazione consente di monitorare contatti e rischi di assembramento all’interno degli uffici, e fornisce funzionalità utili all’utilizzo sicuro degli spazi comuni (ad esempio le mense o le sale riunioni e le sale conferenza) da parte di dipendenti e collaboratori, oltre che alla rilevazione della qualità dell’aria (con sensori di rilevazione di presenza del PM10-PM2.5) negli spazi lavorativi.

IamOK