Il Process Mining è un fattore di vantaggio competitivo sempre più importante in un mondo in cui digital transformation è sinonimo di efficienza, ovvero ottimizzazione delle risorse aziendali. Grazie all'ausilio degli analytics e delle tecnologie digitali, ridurre le spese non significa più procedere a tentoni ed eliminare tout court task e funzioni sulla base di valutazioni soggettive, bensì ottimizzare i processi identificando sacche di inefficienza e indirizzare l'intera struttura organizzativa in funzione degli obiettivi di business e dell'evoluzione dello scenario competitivo. Si passa dunque da un approccio reattivo e tendenzialmente impreciso a una metodologia che unisce capacità previsionali a interventi mirati, chirurgici, che hanno l'obiettivo finale di estrarre il maggior valore possibile da qualsiasi attività.

 

Come funziona il Process Mining: il valore si estrae dalle piccole azioni quotidiane

Tutto questo, come detto, è reso possibile dalle piattaforme analitiche di ultima generazione, in grado di raccogliere i dati generati “naturalmente” dalle interazioni che avvengono all'interno e sulle superfici della sfera aziendale e di elaborarli in base ai KPI stabiliti da decisori di business e responsabili di processo. Input troppo spesso sottovalutati dal top management, in quanto forieri di informazioni relative all'ordinaria amministrazione e per questo considerati poco utili sul piano strategico. È invece proprio attraverso lo studio dei piccoli gesti quotidiani che si comprende in profondità quale sia l'efficacia di un'operazione, come influenzi la catena del valore e soprattutto quali effetti produrrebbero eventuali modifiche delle prassi consolidate. Nel momento in cui il business affronta grandi trasformazioni dettate dall'esigenza di un nuovo posizionamento o – come molte aziende hanno potuto sperimentare negli ultimi mesi – da eventi imprevedibili che ne stravolgono la quotidianità, poter fare leva su soluzioni di Process Mining garantisce un indubbio vantaggio competitivo nel proprio settore di competenza.

 

Ricorrere al Process Mining per affrontare l'emergenza coronavirus

Il Process Mining diventa quindi ancora più essenziale in una situazione di emergenza come quella che l'economia globale sta vivendo di questi tempi. Una situazione dai confini ancora incerti e che ha costretto – e con ogni probabilità costringerà ancora – le organizzazioni a rivedere ambienti di lavoro e intere procedure per ottemperare ai requisiti di legge e per garantire la sicurezza di dipendenti, fornitori e clienti. Una metamorfosi in molti casi onerosa, che va progettata, guidata e gestita con oculatezza non solo per contenere la spesa, ma anche per trasformare la spesa in un investimento. I piani di smart working, generalmente, consentono alle organizzazioni di risparmiare su diverse voci di costo, ma se i processi sottostanti non sono messi in produzione correttamente c'è il rischio concreto di rallentare le operazioni, inficiare la user experience di collaboratori e clienti o, peggio, causare disservizi che a loro volta potrebbero dare origine a perdite di valore. Ecco perché studiare attentamente il modo in cui all'atto pratico i processi riflettono il modo in cui sono stati disegnati è, soprattutto in questo momento, una straordinaria occasione per guadagnare vantaggio competitivo.

 

Avviare un circolo virtuoso che trasforma l'azienda in una data-driven company

La riduzione dei costi aziendali nel breve termine rappresenta in realtà solo la punta dell'iceberg di ciò che sul piano dell'efficienza e dei risparmi si può ottenere nel lungo periodo adottando piattaforme di Process Mining. I dati estratti e opportunamente analizzati consentono infatti di delineare una mappatura accurata e dinamica di tutte le attività aziendali, con la possibilità di indirizzare le strategie secondo un'ottica data-driven e di attivare iniziative di RPA (Robotic Process Automation) sulle operazioni ripetitive e a basso valore aggiunto. L'automazione dei processi più semplici permette da una parte di far accelerare gli iter attraverso i quali un input si trasforma in output, eliminando gli intoppi che fisiologicamente derivano dall'errore umano, dall'altra di liberare risorse, che possono così dedicarsi ad attività più stimolanti e per le quali lo human touch riesce ancora a fare la differenza.

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