Tra le sfide di questo inedito 2020, le imprese hanno l’onere di garantire il distanziamento sociale sul lavoro. Ciò non si traduce in un semplice monitoraggio della distanza tra dipendenti, collaboratori e visitatori all’interno dei locali aziendali, ma implica l’adozione di tutte le misure necessarie affinché non si formino assembramenti. D’altronde, la pandemia sta completamente rivoluzionando il mondo del lavoro e accelerando – per molte aziende – il passaggio verso un paradigma di agile working fondato sulla possibilità di lavorare ovunque, senza limitazioni di spazio, tempo e device. Adottare un modello smart è un passo avanti rilevante ai fini del distanziamento sociale sul lavoro, poiché limita in modo naturale la presenza di personale nei locali aziendali.

Per quanto lo smart (o agile) working ‘alleggerisca’ l’onere delle aziende, lavorare in ufficio è e resterà una componente essenziale dell’esperienza lavorativa: è dunque fondamentale che le aziende si dotino fin da subito degli strumenti necessari per garantire il distanziamento sociale sul lavoro ed evitare la formazione di assembramenti. Di seguito, alcune soluzioni e tecnologie particolarmente efficaci ai fini della prevenzione.

 

Contact Tracing e Social Distance Monitoring per tutelare la salute dei dipendenti

Da qualche mese, non si parla d’altro che di Contact Tracing. Lo scopo è nobile: accertata una positività, è nell’interesse di tutti poter risalire ai contatti a rischio e allertare tempestivamente le persone interessate, così da permettere loro di prendere provvedimenti evitando di innescare focolai. In azienda, il Contact Tracing può essere abilitato da un’app mobile e da tecnologie quali Wi-Fi, GPS e sensori più avanzati come i Beacon, che rendono molto più affidabili le rilevazioni.

Le soluzioni migliori non si limitano a notificare eventuali infrazioni delle policy aziendali in tema di distanziamento, ma adottano un approccio preventivo: per esempio, possono segnalare a dipendenti, collaboratori e visitatori il percorso migliore per raggiungere la destinazione ed evitare assembramenti; possono tener traccia della presenza di persone nelle varie aree aziendali (mensa, meeting room, singoli uffici) ed evitare che altre si uniscano causando potenziali rischi, e molto altro. Nel caso venga accertata una positività, la Social Network Analysis permette di risalire ai contatti a rischio e allertarli immediatamente in forma del tutto anonima. Da notare, inoltre, che soluzioni di Contact Tracing non dedicate alla sfera aziendale, come Immuni, non sono pensate (e quindi adatte) a soddisfare le esigenze delle organizzazioni: un po’ per la precisione delle rilevazioni indoor, ma anche per la mancanza di funzionalità extra come la dematerializzazione delle autocertificazioni, l’assenza di Geofencing (la tecnologia che attiva la localizzazione solo all’interno di perimetri ben definiti) e molto altro ancora.

 

L’Intelligenza Artificiale come pilastro del New Normal

Un ambito di applicazione di AI nel contesto del distanziamento sociale sul lavoro è già stato citato quando si è detto che il sistema potrebbe prevedere i percorsi delle persone in certe zone e determinati orari suggerendo tragitti alternativi per evitare collisioni pericolose.

Come spesso accade, però, gli ambiti di impiego di AI sono diversi. Si pensi alla gestione del personale in un modello di smart working: sulla base di quali criteri vengono scelti, per le singole persone, i giorni di lavoro in azienda e quelli da casa? Una comune rotazione, che risolve il problema dell’occupazione degli spazi ma abbassa la produttività, o una pianificazione smart basata su diversi fattori come le commesse esistenti, il ruolo ricoperto in ognuna di esse e lo stato di avanzamento dei progetti? L’AI potrebbe dunque affiancare HR e i Project Manager fornendo solide basi su cui decidere chi deve presenziare in azienda e chi può operare altrove, oppure – per esempio - suggerire la necessità di intensificare il lavoro in presenza.

 

L’esigenza di piattaforme collaborative e di comunicazione unificata

Un semplice cenno, infine, alle piattaforme che abilitano lo smart working, che sono essenziali – sia pur in forma indiretta – per agevolare le aziende nella gestione del distanziamento sociale. Senza piattaforme collaborative e un sistema di Unified Communications, infatti, al distanziamento sociale e allo Smart Working non si potrebbe mai associare un incremento di produttività tangibile, che invece resta l’obiettivo primario dei modelli di lavoro agile.

IamOK