Parlare della diffusione delle piattaforme di Process Mining nel mondo vuol dire nominare le aree geografiche e i settori economici in cui le aziende hanno già compiuto passi importanti lungo la strada che porta alla completa digitalizzazione. In questo caso, non si tratta del fenomeno che – spesso con abuso del termine – viene di solito definito digital transformation. Il concetto di digitalizzazione è più radicale: va oltre l'idea che le nuove tecnologie fungano da supporto nell'elaborazione di progetti di smart working e collaboration e, più in generale, nella semplificazione delle attività quotidiane. Presuppone che, a partire dai dati generati da ciascuna interazione all'interno dell'azienda, tutti i processi possano essere visti come dei flussi informativi rappresentabili attraverso modelli digitali interattivi; studiando i quali si comprendono le dinamiche e quindi si evidenziano criticità e margini di miglioramento. A fronte di tutto ciò, si può finalmente intervenire modificando la struttura e il funzionamento dell'impresa sul piano reale.

 

Process Mining: il passo in più della digital transformation

Il Process Mining è l'insieme delle tecniche e degli strumenti che consentono per l'appunto di estrarre valore attraverso l'analisi dei dati prodotti dai processi aziendali. La sua adozione implica una chiara volontà di adottare un approccio data-driven e la consapevolezza dei vantaggi che comporta la digitalizzazione delle organizzazioni, soprattutto se di grandi dimensioni e di elevata complessità.

 

Europa e Nord America, perché il Process Mining esplode nei mercati maturi

Non è allora una sorpresa che siano proprio le grandi corporation nate e cresciute nei mercati maturi e che, nel frattempo, hanno disseminato attività per il globo, quelle che stanno dimostrando più interesse nei confronti delle soluzioni di Process Mining. Sono Nord America e soprattutto Europa le regioni dove si registra il maggior fermento e dove, secondo gli analisti, si assisterà nei prossimi anni a veri e propri boom per quanto riguarda gli investimenti. Le stime di MarketsandMarkets, infatti, dicono che nel quinquennio che va dal 2018 al 2022, il mercato globale del Process Analytics si espanderà con un tasso del 50,3% anno su anno, passando da un giro d'affari di 185,3 milioni di dollari a un valore di 1,4 miliardi di dollari. Stando invece alle previsioni di Gartner, le vendite di software per l'automazione dei processi passeranno dai 680 milioni di dollari di fatturato del 2018 ai 2,4 miliardi di dollari del 2022. E di questa imponente spesa saranno responsabili prima di tutto le imprese che in passato hanno già sfruttato tutti i metodi tradizionali per raggiungere la massima efficienza sul piano operativo. Gli analisti segnalano che a fare da capofila in tal senso saranno le organizzazioni tedesche e olandesi. Riuscire a ridurre i costi e contemporaneamente generare nuovo valore significa ottimizzare i processi su scala globale e integrare gli obiettivi di business, superando le classiche logiche gerarchiche che finiscono inevitabilmente col provocare distorsioni nel valutare l'organizzazione. Per esempio, strutture aperte da poco in nuovi mercati – e quindi sulla carta meno rodate – sono necessariamente meno efficienti degli storici uffici situati nell'headquarter? Dipende dalla prospettiva che si adotta, dal tipo di problema che si intende analizzare e dalla capacità di visione con cui si osserva il concatenarsi degli eventi: spesso la cruda realtà descritta oggettivamente dai dati può essere molto diversa da come ce la si raffigura osservandola a occhio nudo, specialmente su scale tanto grandi quanto quelle che caratterizzano il mondo enterprise. Le grandi imprese devono imparare a gestire una complessità sempre maggiore, e il Process Mining è attualmente lo strumento più efficace per affrontare questa sfida.

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